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Mercoledì 16 Giugno 2021

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AGENDA URBANA EUROPEA

L'Unione europea è una delle aree più urbanizzate del mondo. Più del 70% dei cittadini europei vive in una città, in periferia o in un'area urbana simile, una percentuale che l'ONU prevede raggiungerà l'80% entro il 2050. Più del 70% di tutti i posti di lavoro in Europa si trova in aree urbane, mentre nelle città grandi e piccole vive più dell'80% delle persone di età compresa fra i 25 e i 64 anni con un titolo di istruzione superiore. È per questo che il modo in cui le città si evolvono avrà un impatto significativo sullo sviluppo economico, sociale e ambientale dell'intera Europa e sarà uno dei fattori principali che condizioneranno il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Facendo seguito a tale richiesta, nel 2014 la Commissione europea ha avviato una serie d’ iniziative che hanno condotto, nel mese di maggio del 2016, all’adozione del Patto di Amsterdam , con cui è stata istituita l’Agenda urbana dell’Unione europea e fissati i principi fondamentali.

L’Agenda urbana si focalizza su tre aree di rilievo della programmazione europea allo scopo di contribuire:

  • alla coerente ed efficace definizione e attuazione del quadro strategico e normativo dell’Ue in modo che possa meglio tener conto dei bisogni, delle responsabilità e delle buone pratiche delle aree urbane (better regulation);
  • alla identificazione, integrazione e miglioramento delle fonti di finanziamento per le aree urbane, anche nell’ambito dei Fondi SIE (better funding);
  • al rafforzamento del patrimonio di conoscenze sulle questioni urbane e dello scambio di buone pratiche (better knowledge).

In Italia, stato membro europeo con il numero maggiore di città, il policentrismo costituisce un asset importante e le politiche di coesione un’occasione strategica. La valorizzazione del sistema delle città ha visto, da un lato, la recente costituzione delle aree urbane metropolitane e dall’altro, già da tempo, l’individuazione di aree interne di particolare pregio e potenziale con attribuzioni di risorse specifiche attraverso PON dedicati e sinergie tra risorse ordinarie e comunitarie.

Ripresi dall’Accordo di Partenariato i principali lineamenti dello sviluppo urbano sostenibile in Italia si svilupperanno secondo 3 drivers previsti per l’Agenda urbana nazionale per i fondi comunitari 2014-2020:

  • ridisegno e modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori delle città;
  • pratiche e progettazione per l’inclusione sociale per i segmenti di popolazione più fragile e per aree e quartieri disagiati.
  • rafforzamento della capacità delle città di potenziare segmenti locali pregiati di filiere produttive globali.

Il PON Metro si focalizza esclusivamente sui primi due driver, non intervenendo quindi nei campi di azione (Competitività delle imprese; Clima e rischi ambientali; Tutela dell’ambiente), che saranno oggetto dell’Agenda urbana dei Programmi Operativi Regionali.

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